NEET, oltre i numeri: comprendere le diversità di condizione per orientare gli interventi
Dietro l’etichetta “NEET” convivono situazioni profondamente diverse tra loro. Per leggerle con precisione, il laboratorio Dedalo ha introdotto due nuovi strumenti interpretativi: la classificazione Dedalo e la Scala di Gravità.
Dalla misura aggregata al dettaglio: la classificazione Dedalo
Il fenomeno NEET non evolve in modo isolato e uniforme: comprenderlo richiede osservazione, capacità di approfondimento e integrazione tra ricerca, ascolto e azione.
Considerare solo l’incidenza complessiva del fenomeno NEET consente di misurarne l’estensione, ma non permette di coglierne l’eterogeneità e la complessità: l’etichetta “NEET” include infatti giovani che si trovano fuori dal lavoro, dall’istruzione e dalla formazione per tempi più o meno lunghi, per ragioni differenti e con livelli di vulnerabilità non omogenei.
Per questo, a partire dalle informazioni dell’Indagine sulle Forze di Lavoro ISTAT, è stata costruita la classificazione Dedalo: rispetto a classificazioni più sintetiche, come quella proposta da Eurofound da cui prende origine, consente una lettura più dettagliata delle diverse posizioni dei giovani rispetto al mercato del lavoro, alla disponibilità a lavorare, ai percorsi di ricerca e alle responsabilità familiari.
La versione compatta della classificazione distingue 9 categorie di NEET: rientranti (giovani già iscritti a percorsi formativi o con un contratto non ancora iniziato), in attesa di risultati della ricerca di lavoro, disoccupati di breve periodo (meno di 12 mesi), disoccupati di lungo periodo (almeno 12 mesi), scoraggiati, giovani fuori da lavoro e formazione per responsabilità familiari o di cura, per indisponibilità dovuta a malattia o disabilità, per motivi personali o per altri motivi. La versione di dettaglio arriva a 14 categorie, distinguendo ad esempio, tra i disoccupati di breve periodo, chi lo è da meno di 6 mesi da chi lo è da almeno 6 mesi, e separando all’interno dei carichi di cura chi si trova in questa condizione per scelta da chi vi è costretto per indisponibilità o per costo eccessivo dei servizi.
Applicata ai dati 2025 sui NEET dai 15 ai 34 anni, la classificazione dettagliata mostra che le categorie più rilevanti sono tre: motivi familiari – non disponibile (15%), in attesa di risultati della ricerca (14,6%) e scoraggiati (9%). Seguono le responsabilità di cura per scelta (8,3%), i rientranti (7,5%) e la disoccupazione di lungo periodo, che pesa complessivamente il 14,3%.
La distinzione con questa classificazione più di dettaglio permette di evidenziare alcune caratteristiche specifiche del fenomeno NEET e aiuta a disegnare politiche di intervento sempre più mirate.
Il labirinto e la Scala di Gravità
Il secondo strumento, interpretativo e operativo, nasce per rispondere a una domanda diversa: non solo quanti sono i NEET e come si distinguono, ma quanto sono distanti dal mercato del lavoro. La metafora del labirinto aiuta a comprendere meglio: l’ingresso del labirinto coincide con l’allontanamento dal sistema di istruzione, l’uscita con il raggiungimento di un’occupazione stabile. Alcuni giovani restano vicini all’uscita (attivi, motivati, in attesa di una risposta) altri si perdono in una zona più buia, dove la ricerca si affievolisce e la fiducia si consuma.
Occorre quindi distinguere i giovani che si trovano in condizione di NEET sulla base della loro distanza dal mondo del lavoro e il rischio di esclusione occupazionale persistente. Per fare questo è stata creata la Scala di Gravità, un indice ordinale fondato su quattro dimensioni oggettive: la ricerca attiva di lavoro, la disponibilità immediata a lavorare, le motivazioni della non disponibilità e la durata della condizione NEET sulla base di 8 livelli, da 0 a 7:
- Livello 0 — Gravità nulla: non interessati al lavoro o già orientati verso un percorso imminente
- Livello 1 — In attesa di risposte dopo un colloquio o un concorso
- Livello 2 — Ricerca attiva, NEET da meno di 12 mesi
- Livello 3 — Ricerca attiva, NEET da almeno 12 mesi
- Livello 4 — Disponibili ma non in ricerca attiva, NEET da meno di 12 mesi
- Livello 5 — Disponibili ma non in ricerca attiva, NEET da almeno 12 mesi
- Livello 6 — Non disponibili a lavorare subito, NEET da meno di 12 mesi
- Livello 7 — Non disponibili a lavorare subito, NEET da almeno 12 mesi: il livello di massima distanza dal mercato del lavoro.
Sui dati 2025 relativi ai NEET 15-34 anni, quasi un terzo dei giovani (30,8%) si colloca al livello 7, seguito dal livello 3 (16,7%) e dal livello 2 (13,8%); solo l’8,2% dei giovani si trova al livello di gravità nulla.

Quando i due strumenti si incrociano
La combinazione tra classificazione Dedalo e Scala di Gravità è ciò che permette una lettura più profonda e una comprensione più ampia del fenomeno NEET e delle caratteristiche che alimentano l’esclusione dei giovani dai percorsi di studio, formazione e lavoro. Chi è classificato come “rientrante” si colloca interamente al livello 0. Gli “scoraggiati” si concentrano per l’82% al livello 5. Chi ha responsabilità di cura o è indisponibile per malattia o disabilità ricade per l’83-86% al livello 7, il più critico. I “motivi personali”, invece, si rivelano un gruppo tutt’altro che omogeneo: 21,3% al livello 0 (non interessati), ma 30,9% al livello 5 e 29,1% al livello 7, una dispersione che da sola giustifica l’esigenza di uno sguardo più attento.
È proprio questa capacità di distinguere ciò che è transitorio da ciò che rischia di diventare esclusione strutturale a rendere questi strumenti di Dedalo utili non solo per fotografare e comprendere a fondo il fenomeno NEET, ma anche per orientare politiche e interventi realmente calibrati su chi ne ha più bisogno.

