Attraverso uno strumento di categorizzazione dedicato, la Classificazione Dedalo consente una lettura del fenomeno NEET più dettagliata.

I numeri che seguono leggono il dato del 2025 attraverso questo strumento, permettendo di evidenziare configurazioni specifiche.

 

 

 

 

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Tasso di NEET (15-34 anni) per classificazione Dedalo e genere, 2025 [Fonte: elaborazione ODM su microdati per la ricerca RFL, ISTAT]

Nel 2025 facendo riferimento alla popolazione NEET 15-34 anni, le categorie direttamente riconducibili alla ricerca di lavoro rappresentano una parte importante della componente dei NEET in Italia (25,7%), ma non maggioritaria dell’aggregato. Accanto ai disoccupati di breve e lungo periodo, assumono infatti un peso significativo le condizioni di indisponibilità, attesa, scoraggiamento e responsabilità familiari, rimandando quindi a una pluralità di meccanismi di esclusione o distanza dal lavoro e dalla formazione, non sempre intercettabili da politiche rivolte esclusivamente all’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Le categorie connesse alle responsabilità familiari e di cura hanno un peso particolarmente elevato nella composizione dei NEET femminili (43,8%) mentre per gli uomini queste voci sono residuali pesando solo per un 3,8%. Tra gli uomini, invece, la categoria più rilevante è in attesa di risultati della ricerca, pari al 20%, seguita dagli scoraggiati, all’11,8%, dai rientranti e dai disoccupati di lungo periodo da oltre due anni, entrambi al 10,1%, e dagli indisponibili per malattia o disabilità, al 9,7%.

 

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Tasso di NEET (15-34 anni) per Classificazione Dedalo, genere e classi d’età in Italia, anno 2025 [Fonte: elaborazione ODM su microdati per la ricerca RFL, ISTAT]

Tra le donne, la componente delle responsabilità familiari e di cura cresce con l’età: rappresenta l’11,0% delle NEET tra i 15-19 anni, più che raddoppia al 23,0% tra i 20-24 anni, sale al 41,8% tra le 25-29enni e raggiunge il 58,2% tra le 30-34enni.

Parallelamente diminuisce il peso delle componenti più vicine alla ricerca o alla transizione lavorativa e alla disoccupazione di lungo periodo. Il profilo femminile, quindi, all’aumentare dell’età tende a spostarsi da condizioni di ricerca o transizione verso condizioni di inattività legate alla sfera familiare.

Per gli uomini le responsabilità familiari e di cura restano marginali in tutte le classi considerate; assumono invece maggiore rilievo le categorie connesse al mercato del lavoro. La disoccupazione di lungo periodo cresce con l’età, dal 10,6% tra i 15-19 anni, al 18,8% tra i 20-24enni, al 19,9% tra i 25-29 anni e al 23% tra i 30-34enni, mentre la quota di scoraggiati passa dal 9,3% fra i 20-24 anni al 12,7% fra i 30-34 anni. Anche gli indisponibili con riferimento a queste classi di età aumentano, dal 7,9% al 13,4%.

 

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Tasso di NEET (15-34 anni) per Classificazione Dedalo, genere e cittadinanza, anno 2025 [Fonte: elaborazione ODM su microdati per la ricerca RFL, ISTAT]

I dati per cittadinanza mostrano che il profilo maschile è molto più vicino al mercato del lavoro rispetto a quello femminile indipendentemente dall’origine. Tra le donne le responsabilità familiari e di cura restano la categoria principale, con percentuali delle straniere doppi (70,6%) rispetto a quelli delle italiane (35,5%). Inoltre, mentre per le italiane accanto ai carichi di familiari e di cura hanno un certo peso anche l’attesa di risultati della ricerca (13,2%), la disoccupazione di lungo periodo (12,7%), tra le donne straniere, tutte queste componenti risultano molto più contenute.

Tra gli uomini italiani, invece, la categoria più rilevante è l’attesa di risultati della ricerca (21,3%), seguita dalla disoccupazione di lungo periodo (19,9%). Tra gli uomini stranieri pesano soprattutto la disoccupazione di breve periodo (19,4%), lo scoraggiamento (17,6%) e la disoccupazione di lungo periodo (17,5%). In entrambi i casi, dunque, il profilo maschile è molto più vicino al mercato del lavoro rispetto a quello femminile, anche quando segnato da difficoltà di inserimento o da una permanenza prolungata nella disoccupazione.

 

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Tasso di NEET (25-34 anni) per Classificazione Dedalo, genere e titolo di studio in Italia, anno 2025 [Fonte: elaborazione ODM su microdati per la ricerca RFL, ISTAT]

Tra i 25-34enni con al più un titolo secondario inferiore, le responsabilità familiari o di cura rappresentano il 60,6% tra le donne. Tra gli uomini prevalgono la disoccupazione di lungo periodo (22,2%), lo scoraggiamento (18,5%).

Tra i diplomati, la struttura resta simile, ma con alcune attenuazioni e con un peso maggiore nella componente maschile dell’attesa di risposta che risulta essere il primo motivo collegato alla condizione di NEET (24,2%).

Tra i laureati, rispetto ai titoli più bassi, cresce il peso dei rientri e dell’attesa di esiti della ricerca, elementi che rimandano a percorsi potenzialmente meno distanti dal mercato del lavoro o dalla formazione. Anche tra i laureati, tuttavia, il divario di genere rimane: le responsabilità familiari e di cura pesano il 27,9% tra le donne e solo il 5,4% tra gli uomini.

 

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Tasso di NEET (15-34 anni) per Classificazione Dedalo, genere e titolo di studio della madre in Italia, anno 2025 [Fonte: elaborazione ODM su microdati per la ricerca RFL, ISTAT]

La composizione della popolazione NEET varia anche lungo la scala educativa materna, indicatore della condizione socio-economica della famiglia di origine, e mostra profili diversi per genere.

Tra le donne, la componente delle responsabilità familiari e di cura raggiunge il 60,8% tra le giovani con madre con licenza elementare, ma scende gradualmente fino al 19,5% tra le figlie di madri laureate. Nei gruppi con madre diplomata o laureata assumono maggiore rilievo categorie più vicine alla transizione formativa o lavorativa.

Il titolo di studio della madre differenzia anche il profilo maschile: tra gli uomini con madre con licenza elementare o media pesano molto la disoccupazione di lungo periodo e lo scoraggiamento: quest’ultimo raggiunge il 21,6% tra chi ha madre con licenza elementare e scende fino al 4,3% tra i figli di laureate. Tra gli uomini con madre diplomata o laureata, invece, acquistano maggiore peso le condizioni di ricerca o transizione.

 

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Composizione per genere dei NEET 15-34 anni per Classificazione Dedalo, genere e ripartizione geografica. Valori percentuali sul totale di ciascuna categoria e ripartizione [Fonte: elaborazione ODM su microdati per la ricerca RFL, ISTAT]

La composizione per genere delle categorie Dedalo mostra due profili piuttosto distinti. Da un lato, le condizioni più legate alla ricerca di lavoro, al rientro nei percorsi formativi e alla disoccupazione presentano una distribuzione relativamente equilibrata tra donne e uomini. Tra i rientranti, tra chi è in attesa di risposta e tra i disoccupati di breve periodo, le quote restano vicine alla parità, con oscillazioni territoriali contenute. Una maggiore presenza maschile emerge invece nella disoccupazione di lungo periodo e, in misura più lieve, tra gli scoraggiati e tra gli indisponibili per disabilità o malattia, segnalando una maggiore incidenza degli uomini nelle forme più persistenti di esclusione o distanza dal lavoro.

Dall’altro lato, le categorie legate alle responsabilità familiari e di cura sono fortemente connotate in senso femminile. Le responsabilità di cura per scelta e quelle legate alla carenza o inadeguatezza dei servizi riguardano quasi esclusivamente le donne in tutte le ripartizioni. Lo stesso vale per gli altri motivi familiari associati a indisponibilità, dove la componente femminile rappresenta quasi la totalità dei casi. Anche tra gli altri motivi familiari con disponibilità al lavoro la presenza femminile resta prevalente, sebbene meno netta e con alcune differenze territoriali che marcano gli svantaggi delle donne del Mezzogiorno rispetto a quelle del Nord e del Centro.

 

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La distribuzione territoriale
del fenomeno NEET in Italia

Il territorio continua a rappresentare uno dei principali fattori di disuguaglianza nel fenomeno NEET.

La lettura territoriale permette di osservare come fattori individuali, familiari e sociali si combinino tra loro, rafforzando o attenuando il rischio di rimanere esclusi dai percorsi di istruzione, formazione e lavoro.

Abbiamo approfondito la distribuzione sub-nazionale del fenomeno su due livelli:

MACROAREE GEOGRAFICHE REGIONI