NUMERI CHE PARLANO
I NEET IN ITALIA
I dati fotografano l’ampiezza e l’evoluzione del problema e rivelano anche le linee di frattura: le disuguaglianze che attraversano i territori, il genere, i background familiari e i percorsi educativi. Avere una lettura disaggregata e approfondita sulla situazione dell’Italia permette di riconoscere i gruppi più esposti al rischio di esclusione, comprendere le dinamiche che li coinvolgono e orientare politiche mirate, più giuste e più efficaci.
Il focus che segue approfondisce queste fratture e le dinamiche che le alimentano.
IL TREND IN ITALIA
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Andamento del tasso di NEET (15-29 anni) e del numero di NEET (in migliaia) in Italia, anni dal 2018 al 2025 [Fonte: elaborazione ODM su microdati per la ricerca RFL, ISTAT]
Nel 2018, in Italia, i giovani NEET 15-29 erano circa 2,1 milioni, pari al 23,2% della popolazione di riferimento. Nel 2025 scendono a circa 1,18 milioni, con un’incidenza del 13,3%. In sette anni il numero di NEET si riduce quindi di circa 894 mila unità, mentre il tasso diminuisce di 9,9 punti percentuali. La vera discontinuità si osserva a partire dal 2022. Il fatto che la riduzione riguardi sia il numero assoluto, sia il tasso, conferma che il rischio individuale di trovarsi nella condizione NEET si è effettivamente ridotto. Il miglioramento recente non elimina la rilevanza strutturale del fenomeno (1.178 milioni di giovani fuori dal lavoro, dall’istruzione e dalla formazione rappresentano ancora una platea ampia), ma segnala un cambiamento importante nella sua intensità.
Andamento del tasso di NEET (15-29 anni) per genere in Italia, anni dal 2018 al 2025 [Fonte: elaborazione ODM su microdati per la ricerca RFL, ISTAT]
La riduzione del fenomeno NEET osservata in Italia tra il 2018 e il 2025 ha interessato sia le donne sia gli uomini. Tra il 2021 e il 2025 il tasso femminile passa dal 25,0% al 14,9%, con una riduzione di 10,1 punti percentuali. Nello stesso periodo il tasso maschile scende dal 21,2% all’11,8%, con una diminuzione di 9,4 punti. La riduzione post-pandemica è quindi molto intensa per entrambi i gruppi e leggermente più marcata tra le donne. Tuttavia, l’incidenza del fenomeno sempre maggiore fra le donne mostra che la condizione NEET continua ad avere una chiara dimensione di genere.
APPROFONDISCI I TREND PER:
AREA GEOGRAFICA E REGIONECLASSI DI ETÀ CITTADINANZA TITOLO DI STUDIO RUOLO IN FAMIGLIA
I TREND PER AREA
GEOGRAFICA E REGIONE
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Andamento del tasso di NEET (15-29 anni) per area geografica e genere in Italia, anni dal 2019 al 2025 [Fonte: elaborazione ODM su microdati per la ricerca RFL, ISTAT]
La geografia del fenomeno NEET è fortemente polarizzata: nelle Isole l’incidenza è oltre due volte e mezza quella del Nord-est. Nel 2025, considerando il totale, il tasso di NEET è pari all’8% nel Nord-est, al 9,2% nel Nord-ovest e all’11,8% nel Centro, mentre i valori aumentano nettamente nel Sud, dove raggiungono il 19,7%, e nelle Isole, dove arrivano al 21,3%. Se si osservano i trend, la riduzione rispetto al 2019 è stata più intensa nel Mezzogiorno, ma comunque non sufficiente a colmare il differenziale territoriale con il Nord e il Centro. Sempre al Sud e nelle Isole, la vulnerabilità femminile alla condizione di NEET rimane più elevata rispetto al resto del Paese con tassi che superano il 20%.
Andamento del tasso di NEET (15-29 anni) per regione e genere in Italia, anni dal 2018 al 2025 [Fonte: elaborazione ODM su dati Istat]
Tra il 2018 e il 2025 il fenomeno NEET diminuisce in quasi tutte le regioni italiane, ma le regioni meridionali e insulari continuano a occupare le posizioni più critiche, mentre molte regioni del Nord e alcune del Centro si collocano su livelli ormai inferiori o prossimi al 10%. Ancora nel 2025 i tassi totali più elevati, soprattutto per la componente femminile, si osservano in Sicilia (24,7%), Calabria (24,6%), Campania (22,3%) e Puglia (19,7%). All’estremo opposto, i livelli più contenuti si registrano nella Provincia autonoma di Bolzano (8,1%) e in quella di Trento (8,4%).
I TREND PER CLASSI DI ETÀ
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Andamento del tasso di NEET (15-34 anni) per classi d’età e genere in Italia, anni dal 2018 al 2025 [Fonte: elaborazione ODM su dati Istat]
Il calo osservato nell’incidenza dei NEET tra il 2018 e il 2025 in Italia riguarda tutte le fasce d’età, ma resta molto più debole tra le donne nelle età adulte, soprattutto tra i 30 e i 34 anni. Tra i 15-19enni il tasso totale passa dall’11,1% al 4,5%, tra i 20-24enni dal 27,0% al 15,2%; tra i 25-29enni dal 30,6% al 20,0%; tra i 30-34enni dal 28,4% al 21,9%. Tuttavia, la riduzione è meno intensa proprio nella classe 30-34, dove il tasso resta alto soprattutto per effetto della componente femminile. Tra le donne di 30-34 anni, infatti, il valore scende dal 37,6% al 30,3%, ma resta di gran lunga superiore a quello degli uomini (13,8%) e a quello delle donne più giovani.
La condizione NEET tende quindi a concentrarsi progressivamente nelle classi più mature e ad assumere una connotazione femminile sempre più marcata al crescere dell’età. La classe di età 20-24 anni i tassi di NEET di femmine e maschi sono molto vicini fra loro (15,6% contro 14,9%) riflettendo la fase di transizione tra istruzione, formazione terziaria e primo ingresso nel mercato del lavoro. Fra i 25-29enni la differenza fra tassi di NEET si fa più evidente registrando un valore femminile del 24,9% contro un 15,5% maschile (divario di 9,4 punti percentuali) segnalando una maggiore difficoltà delle giovani donne nella fase di consolidamento dell’autonomia lavorativa. Come anticipato però la differenza più marcata si registra nella fascia 30-34 anni: tra le donne il tasso raggiunge il 30,3%, mentre tra gli uomini si ferma al 13,8% (divario di 16,5 punti percentuali).
I TREND PER CITTADINANZA E GENERAZIONE
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Andamento del tasso di NEET (15-29 anni) per cittadinanza e genere in Italia, anni dal 2018 al 2025 [Fonte: elaborazione ODM su dati Istat]
Tra 2018 e il 2025 il tasso di NEET è diminuito sia tra gli italiani sia tra gli stranieri, sebbene la distanza tra i due gruppi resti molto ampia. Nel 2025 l’incidenza è pari al 23,8% tra i giovani stranieri, quasi il doppio rispetto al 12,2% registrato tra gli italiani. Vulnerabilità di genere e di origine si sommano nel determinare il dato più critico delle donne straniere: nel 2025 più di una giovane straniera su tre si trova fuori dal lavoro, dall’istruzione e dalla formazione (il tasso è pari al 34,8%, contro il 13% delle italiane, +21,8 punti percentuali).
Andamento del tasso di NEET (15-29 anni) per generazione di immigrazione e genere in Italia, anni dal 2021 al 2025 [Fonte: elaborazione ODM su dati Istat]
Il dato aggregato sugli stranieri tende a nascondere differenze molto rilevanti tra giovani di prima generazione e giovani di seconda generazione. Le seconde generazioni presentano un’incidenza del fenomeno NEET molto più vicina alla popolazione italiana che alla popolazione straniera di prima generazione. L’elemento più rilevante emerge dall’interazione tra genere e generazione migratoria. Tra le donne italiane e quelle di seconda generazione non si registrano differenze sostanziali mentre fra le donne di seconda generazione il tasso NEET risulta circa 26 punti percentuali più alto di quello delle donne italiane.
Tra le donne di prima generazione il tasso di NEET resta molto elevato lungo tutto il periodo: dal 45% del 2021 scende al 38,7% nel 2025. Il livello finale rimane tuttavia eccezionalmente alto se confrontato sia con le italiane, nel 2025 pari al 12,8%, sia con le donne di seconda generazione, pari al 12,4%.
I TREND PER TITOLO DI STUDIO
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Andamento del tasso di NEET (25-34 anni) per titolo di studio e genere in Italia, anni dal 2019 al 2024 [Fonte: elaborazione ODM su dati Istat]
Tra i giovani di 25-34 anni, il titolo di studio si conferma essere un fattore fortemente protettivo rispetto alla condizione NEET: il tasso tra i giovani con basso livello di istruzione è quasi quattro volte quello osservato tra i laureati. Sebbene il gradiente educativo sia presente per entrambi i generi, a parità di livello di istruzione, le donne presentano sempre tassi superiori a quelli degli uomini. Tra le donne, il tasso passa dal 61,5% per chi ha al più un titolo secondario inferiore al 12,5% tra le laureate (-49 punti percentuali). Tra gli uomini si va dal 27% tra chi ha basso titolo, all’8,1% tra i laureati (-18,9 punti percentuali).
I TREND PER RUOLO IN FAMIGLIA
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Andamento del tasso di NEET (15-29 anni) per ruolo in famiglia e genere in Italia, anni dal 2019 al 2025 [Fonte: elaborazione ODM su dati Istat]
L’incidenza dei NEET 15-29 anni varia in misura rilevante a seconda della posizione familiare. Il tasso è pari all’11,3% tra i giovani figli, sale al 14,5% tra i single, partner senza figli o persone in altra condizione familiare, e raggiunge il 49,2% tra i genitori. Se la genitorialità si conferma quindi come la condizione familiare più esposta al rischio NEET, questa associazione è però differenziata per genere. Tra le madri il tasso di NEET rimane estremamente elevato dato che nel 2025 è pari al 60,9%: il valore è quasi cinque volte quello osservato tra i padri (11,3%) e tra le donne che vivono come figlie (10,8%), e nettamente superiore anche a quello delle donne single, partner senza figli o in altra condizione familiare.