NUMERI CHE PARLANO
I NEET NELL'UE
L’analisi comparativa consente infatti di mettere a fuoco – attraverso la lettura dei diversi dati d’incidenza del fenomeno – come le politiche, i contesti economici e i fattori culturali contribuiscano ad amplificare o ridurre il fenomeno. A livello europeo, infatti, il panorama si presenta disomogeneo, attraversato da forti divari territoriali e segnato da profonde disuguaglianze legate al genere, all’età, alla cittadinanza e al livello d’istruzione.
Comprendere queste dinamiche è utile per leggere meglio anche il caso italiano e per individuare strategie di intervento più efficaci, ispirandosi alle esperienze dei Paesi che mostrano risultati più positivi.
I TREND NELL’UE
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Andamento del tasso di NEET (15-29 anni) nei paesi europei e media europea, anni 2020 e 2025 [Fonte: elaborazione su dati Eurostat]
Tra il 2020 e il 2025 il tasso di NEET 15-29 anni nell’UE diminuisce in media dal 13,8% all’11%, con una riduzione pari a 2,8 punti percentuali. L’Italia presenta la diminuzione più consistente del periodo, passando dal 23,5% nel 2020 al 13,3% nel 2025, con un calo di 10,2 punti percentuali.
Riduzioni particolarmente ampie si osservano anche in Irlanda, Spagna, Cipro, Grecia, Bulgaria, Croazia e Ungheria. In controtendenza, invece, si osserva un aumento dei tassi in Romania, dal 16,6% al 19,2%, in Austria, dal 9,5% al 10,3%, in Germania, dal 9,1% al 9,5%, in Finlandia, dal 10,3% all’11,2%, e in Lussemburgo, dal 7,7% all’8,8%. Nell’ordine dei paesi, tuttavia, l’Italia rimane nel cluster di quelli con maggiore incidenza del fenomeno dietro solo a Romania (19,2%), Bulgaria (13,8%) e Spagna (13,6%).
LE VARIABILI DI APPROFONDIMENTO DEL FENOMENO NEET NELL’UE
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Tasso di NEET (15-29 anni) per genere nei paesi europei e media europea, anno 2025 [Fonte: elaborazione ODM su dati Eurostat]
Il fenomeno NEET presenta, nella media UE27, una maggiore incidenza tra le giovani donne: il tasso femminile è pari al 12%, contro il 9,9% maschile, con un divario di genere quindi di 2,1 punti percentuali. L’Italia si colloca sopra la media europea sia per le donne sia per gli uomini. Il tasso femminile è pari al 14,9%, (+2,9 punti percentuali in Italia); quello maschile è pari all’11,8% (+1,9 punti percentuali). Fra i paesi con il divario di genere più marcato troviamo la Romania (oltre 11 punti percentuali), Repubblica Ceca e Bulgaria. Paesi dal divario più contenuto sono la Spagna (dove i valori per uomini e donne sono praticamente identici), la Grecia, la Francia e la Croazia. La specificità italiana risiede soprattutto nella combinazione tra un’incidenza ancora superiore alla media europea e una penalizzazione femminile più ampia rispetto al dato UE27.
Tasso di NEET per classi d’età nei paesi europei, anno 2025 [Fonte: elaborazione ODM su dati Eurostat]
Nella media europea, il tasso di NEET aumenta in maniera importante dopo i 20 anni: passa dal 5,3% tra i 15-19enni al 12,8% tra i 20-24enni, raggiungendo poi valori prossimi al 15% nelle classi 25-29 e 30-34 anni. In Italia la condizione NEET connota ancora più marcatamente la condizione dei “giovani adulti” (25-34): tra i 15-19enni il tasso è pari al 4,5%, inferiore alla media UE27 del 5,3%, mentre la distanza dall’Europa emerge con forza a partire dai 20 anni, nel momento in cui molti giovani si mettono alla prova nel mercato del lavoro. Tra i 20-24enni il tasso italiano sale al 15,2%, (+2,4 punti rispetto alla media UE), mentre tra i 25-29enni raggiunge il 20% (+5,3 punti) e tra i 30-34enni arriva al 21,9% (+7,1 punti). La transizione scuola-lavoro risulta essere quindi un passaggio critico, che aumenta sensibilmente la vulnerabilità lavorativa dei giovani italiani rispetto al contesto europeo.
Tasso di NEET (15-29) per cittadinanza nei paesi europei, anno 2025 [Fonte: elaborazione ODM su dati Eurostat]
In Europa la condizione NEET è più diffusa tra la popolazione straniera rispetto a quella nativa. Anche in Italia il divario è molto marcato: se tra i nativi il tasso di NEET 15-29 anni è pari al 12,2%, già superiore alla media europea dei nativi (10,1%), tra gli stranieri il valore quasi raddoppia salendo al 23,8%, contro il 18,5% dell’UE27. L’Italia presenta i livelli più elevati a livello europeo di tassi di NEET fra gli stranieri (con un’incidenza particolare di quelli extra UE, dove raggiunge il 25,3%) e una fra le più marcate distanze tra nativi e stranieri, con uno scarto di 11,6 punti percentuali (distanze lievemente maggiori si registrano solo in Spagna e Germania).
Tasso di NEET (25-34) per titolo di studio nei paesi europei, anno 2025 [Fonte: elaborazione ODM su dati Eurostat]
Nella popolazione di 25-34 anni l’incidenza dei NEET cala al crescere del livello di istruzione. In Europa il tasso passa dal 38,7% tra chi ha al massimo un titolo fino alla scuola primaria o secondaria inferiore, al 14,7% tra chi possiede una qualifica o un diploma, fino al 7,6% tra i laureati. Anche in Italia il titolo di studio rappresenta un fattore fortemente discriminante in termini positivi, ma la distanza italiana dalla media europea è più marcata tra i livelli di istruzione intermedi e alti. Se fra chi ha la licenza media la distanza dalla media europea è di circa 2 punti percentuali, tra i giovani con diploma il tasso italiano è superiore a quello europeo di 4,8 punti, mentre tra i laureati di 3,1 punti.