NUMERI CHE PARLANO 2025
CONFRONTI REGIONALI
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CLASSE D’ETÀ CITTADINANZA TITOLO DI STUDIO TITOLO DI STUDIO DELLA MADRE
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Tasso di NEET (15-34 anni) per regione e classe d’età in Italia, anno 2025 [Fonte: elaborazione ODM su microdati per la ricerca RFL, ISTAT]
La disaggregazione regionale per età conferma la forte polarizzazione territoriale del fenomeno NEET. In quasi tutte le regioni il tasso cresce passando dalle classi più giovani a quelle adulte, ma l’aumento è molto più marcato nel Mezzogiorno.
Tra i 15-19enni i livelli restano contenuti e le differenze regionali sono ancora limitate con un valore minimo in Emilia-Romagna (1,7%) e uno massimo registrato in Campania (7,2%). Il divario si amplia già nella fascia 20-24 anni, con valori più elevati in Sicilia, Campania, Puglia e Calabria (tutti sopra il 20%). La criticità diventa particolarmente evidente tra i 25-29enni e i 30-34enni: in queste classi le regioni meridionali e insulari raggiungono i livelli più alti, con Sicilia, Campania che hanno valori 30-34 anni intorno al 40% e Calabria e Puglia fra il 33 e il 30%. Al contrario, molte regioni del Centro-Nord mantengono valori nettamente più bassi (il dato più basso si registra in Trentino-Alto Adige con un 12,0% nella fascia 30-34 anni). Il dato segnala quindi che nel Mezzogiorno il rischio NEET non riguarda solo la fase di uscita dal sistema educativo, ma tende a persistere e consolidarsi nelle età adulte giovani.
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Tasso di NEET (15-34 anni) per regione e cittadinanza in Italia, anno 2025 [Fonte: Fonte: elaborazione ODM su microdati per la ricerca RFL, ISTAT]
La lettura regionale per cittadinanza conferma che il rischio NEET è più elevato tra gli stranieri in tutte le regioni. Tra gli italiani il divario territoriale è molto netto: i valori più alti si concentrano nel Mezzogiorno, con Sicilia, Campania, Calabria e Puglia stabilmente sopra il 20%, mentre molte regioni del Centro-Nord restano sotto il 10%.
Tra gli stranieri, invece, i tassi sono elevati in modo più trasversale e superano ovunque il 20%. I livelli più critici si osservano ancora in alcune regioni meridionali, in particolare Campania e Puglia, entrambe oltre il 42%, ma anche nel Nord il rischio resta consistente: Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia mostrano valori molto superiori a quelli degli italiani residenti nelle stesse regioni.
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Tasso di NEET (25-34 anni) per regione e titolo di studio in Italia, anno 2025 [Fonte: Fonte: elaborazione ODM su microdati per la ricerca RFL, ISTAT]
In tutte le regioni l’incidenza dei NEET 25-34 anni è maggiore tra chi ha al più un titolo secondario inferiore, si riduce tra i diplomati e raggiunge i valori più bassi tra i laureati. Sebbene il titolo di studio resti una risorsa protettiva importante, la sua capacità di ridurre il rischio varia molto a seconda del territorio. Nel Mezzogiorno i tassi sono sistematicamente più elevati per tutti i livelli di istruzione: tra i giovani con basso titolo, in Campania, Sicilia, Calabria e Puglia oltre la metà dei 25-34enni è NEET; tra i diplomati, le stesse regioni restano su valori intorno o superiori al 30%.
Anche la laurea riduce il rischio, ma non annulla la distanza territoriale. I tassi dei laureati sono molto contenuti in diverse regioni del Nord, mentre restano elevati in Calabria, Sicilia, Basilicata, Campania, Sardegna e Puglia. Questo mostra che, nei contesti più fragili, il titolo terziario non garantisce le stesse opportunità di inserimento osservate nelle aree più dinamiche. L’istruzione protegge, dunque, ma il territorio condiziona fortemente la possibilità che il titolo si traduca in partecipazione effettiva al lavoro o alla formazione.
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Tasso di NEET (15-34 anni) per regione e titolo di studio della madre in Italia, anno 2025 [Fonte: elaborazione ODM su microdati per la ricerca RFL, ISTAT]
In tutte le regioni il rischio NEET diminuisce al crescere dell’istruzione della madre. I valori più elevati si osservano tra i giovani con madre con licenza elementare, mentre i livelli più bassi riguardano chi ha una madre laureata o con titolo terziario.
Il gradiente è sistematico, ma il territorio ne modifica l’intensità. Il basso titolo materno si associa a livelli particolarmente critici in Campania, Sicilia, Puglia, Calabria, ma anche in alcune regioni del Centro-Nord, come la Liguria. Al crescere del titolo della madre il rischio si riduce sensibilmente, ma resta più elevato in diverse regioni meridionali anche tra i giovani con madre diplomata o laureata. Il tasso di NEET con giovani con madre laureata resta superiore al 10% solo in Calabria (13,8%) e in Sardegna (12,4%). Avere una mamma con laurea rispetto ad averla con titolo di scuola media riduce il tasso di NEET di 44,6 punti in Campania, di 41, 6 in Sicilia, di 36,9 in Puglia e del 35,3% in Liguria.
Un più alto capitale educativo familiare rappresenta una risorsa protettiva importante, ma non sufficiente a neutralizzare le disuguaglianze territoriali. Nei contesti con mercati del lavoro più fragili e minori opportunità formative e occupazionali, anche un background familiare più favorevole tende a offrire una protezione meno forte rispetto a quanto avviene nelle regioni più dinamiche.