NEET 15-34 anni in calo nel I trimestre 2026: il tasso scende al 15,2%
Prosegue la riduzione dell’incidenza dei NEET in Italia. Nel primo trimestre 2026 il tasso tra i giovani di 15-34 anni si attesta al 15,2%, in calo di 1,4 punti percentuali rispetto al 16,6% dello stesso periodo del 2025 e di 0,9 punti rispetto al trimestre precedente.
Il miglioramento interessa tutte le fasce d’età. La diminuzione più marcata riguarda i 20-24enni, tra i quali il tasso passa dal 16,6% al 14,0% (-2,6 punti percentuali). Seguono i 25-29enni, dal 21,8% al 20,7%, e i 30-34enni, dal 22,5% al 21,5%. Tra i più giovani, 15-19 anni, l’incidenza scende invece dal 4,6% al 4,0%.
Il divario di genere resta significativo
Il calo riguarda sia le donne sia gli uomini, ma il gender gap rimane ampio. Nel primo trimestre 2026 il tasso di NEET tra le donne è pari al 18,4%, contro il 12,3% degli uomini. Rispetto allo stesso trimestre del 2025, la riduzione è di 1,6 punti percentuali per la componente femminile e di 1,1 punti per quella maschile.
Anche il titolo di studio continua a fare una forte differenza. Tra i 25-34enni con al massimo la scuola secondaria inferiore il tasso raggiunge il 42,7%, a fronte del 20,2% tra i diplomati e del 10,0% tra i laureati. Rispetto al primo trimestre 2025, il dato diminuisce di 1,5 punti tra chi ha un titolo di studio più basso e di 1,2 punti tra i diplomati, mentre tra i laureati rimane sostanzialmente stabile.
Il Mezzogiorno migliora, ma resta il territorio più esposto
La riduzione del fenomeno interessa anche le diverse aree geografiche, con il miglioramento più consistente nel Sud e nelle Isole, dove il tasso passa dal 26,0% del primo trimestre 2025 al 23,5% del primo trimestre 2026, con una diminuzione di 2,5 punti percentuali.
Il Centro scende dal 14,3% al 12,8% e il Nord-Ovest dall’11,0% al 10,1%. In controtendenza il Nord-Est, che passa dal 9,4% al 9,8%, pur mantenendo uno dei livelli più bassi del Paese.
A livello regionale, le riduzioni più marcate rispetto al primo trimestre 2025 si registrano in Basilicata (-5,3 punti), Abruzzo (-4,4), Sardegna (-3,7) e Puglia (-3,5). Sicilia (28,0%), Calabria (25,0%) e Campania (24,2%) restano invece tra le regioni con i livelli più elevati. Nel Centro-Nord emergono alcune dinamiche in controtendenza, in particolare nelle Marche, dove il tasso sale dal 10,9% al 12,7%, e in Emilia-Romagna, dall’8,8% al 10,2%.
Cambia anche la composizione dei NEET
I dati mostrano non soltanto una riduzione complessiva del fenomeno, ma anche un cambiamento nella composizione interna della popolazione NEET.
Nel primo trimestre 2026 aumenta soprattutto la quota dei giovani in attesa di risposte, che passa dal 14,5% al 18,0%, diventando la componente più rilevante. Crescono anche i NEET per motivi personali, dal 5,5% al 7,9%, e quelli in transizione, dal 6,8% al 7,9%.
Parallelamente diminuisce il peso delle situazioni maggiormente legate alla disoccupazione: i disoccupati da almeno un anno passano dal 15,0% all’11,6%, quelli da 6-11 mesi dal 5,3% al 3,7% e quelli da 1-5 mesi dal 7,8% al 6,7%.
Le responsabilità familiari rimangono invece una delle componenti principali e sostanzialmente stabili, passando dal 16,6% al 16,7%.
Un calo che prosegue nel tempo
L’analisi storica conferma una tendenza complessivamente favorevole. Il tasso totale dei NEET 15-34 anni è diminuito nei diversi confronti tra trimestri omologhi: nel terzo trimestre 2025 era sceso dal 17,8% al 15,1%, nel quarto dal 17,4% al 16,1% e nel primo trimestre 2026 passa dal 16,6% al 15,2%.
Il quadro del primo trimestre 2026 restituisce quindi una diminuzione diffusa del fenomeno NEET, accompagnata però dalla persistenza di importanti differenze legate al genere, al titolo di studio e al territorio. Allo stesso tempo, la composizione dei NEET sta cambiando: diminuisce il peso della disoccupazione di lunga durata e crescono situazioni legate all’attesa, alla transizione e a motivazioni personali.
