La dispersione scolastica rappresenta uno dei principali nodi critici del sistema educativo italiano, con ricadute profonde sul percorso di vita dei giovani e sul loro inserimento nel mondo del lavoro e nella società.

 

Oggi, in Italia, sono oltre 400mila i giovani tra i 18 e i 24 anni che hanno abbandonato precocemente gli studi e, tra questi, più della metà (53,1%) si trova anche nella condizione di NEET, non studiando e non lavorando.

Questa stretta interdipendenza tra dispersione scolastica e inattività giovanile, inserita nel più ampio quadro della povertà educativa, contribuisce ad alimentare un circolo vizioso che incide non solo sulle opportunità individuali, ma anche sullo sviluppo economico e sociale del Paese, con effetti che si riflettono sulle generazioni presenti e future.

La nuova pubblicazione di Fondazione Gi Group “Dispersione scolastica: numeri, cause interventi per non perdere il futuro”, realizzata nell’ambito del progetto DEDALO, offre un’analisi approfondita del fenomeno, esaminandone numeri, caratteristiche e cause, e mettendo in luce i profili più esposti al rischio di abbandono. Lo studio propone inoltre una riflessione sulle possibili traiettorie di intervento, individuando azioni e strategie efficaci – a livello educativo, sociale e territoriale – per invertire la rotta e sostenere i giovani nel loro percorso formativo e professionale.

 

 

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